La torre del torrente

La torre si trova sulla strada Filoti – Kalandos ad una distanza di 12 km da Filoti e 12 km da Kalandos, nella zona di Ariovessa.
Si tratta di un edificio circolare del IV secolo a.C, cioè della epoca ellenistica.
La torre è costruita sulla cava per l’estrazione di pietre scolpite rettangolari di marmo, senza materiale legante ed è alta circa 15 metri.
Le murature sono realizzate con doppia facciata, interno – esterno, e hanno uno spessore di 1,1 metri.
Il perimetro esterno è di 0,2 metri e quello interno di 7,12 metri.
Internamente la torre era di tre piani, come si deduce dagli incavi delle travi (scatole di travi) e la salita ai piani avveniva con scale di marmo che si conservano ancora incastonate nel muro.
L’edificio ha una sola finestra ad un’altezza di 10 metri sopra il portone d´ingresso.
Le aperture visibili esternamente a forma di fessure, che si aprono internamente a forma di triangolo, sono feritoie.
L’intera costruzione è completata con grondaie.
Tali torri esistono anche su altre isole (Amorgos, Paros, Mykonos, Tinos, Kea, Kythnos, Serifos e Sifnos), mentre su alcune isole ce n’è più di una.
A Naxos non c’è una ricerca sistematica ma ci sono altre torri simili, ed a Plaka é quella meglio conservata.
A Sifnos e Kea, che sono state meglio studiate, ne sono state trovate rispettivamente più di 50 e 73 torri.
Questo sistema non è stato sufficientemente studiato, ma è logico presumere che si trattase di un sistema unificato e completo e seguiva una pianificazione centralizzata, per raggiungere l’obiettivo prefissato.
È probabile che queste torri servissero:
a. come osservatori per localizzare pirati o altri nemici
b. come “friktoria”, ovvero punti di invio di messaggi tramite fuoco e/o fumo, in base a un codice, ad altri punti di ritrasmissione predefiniti, in modo che i messaggi raggiungano il destinatario finale.
Infine, è possibile differenziare l’uso delle torri in epoche storiche diverse.
Accanto alla torre del torrente si trovano due chiesette e le rovine di un antico insediamento, con un frantoio ben conservato.
Le due chiesette sono bizantine, costruite sui resti di una basilica paleocristiana.
Una è dedicata alla fonte vivificante (Santa Madre), mentre la dedica dell’altra è sconosciuta.